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Pecan pie



Strano a dirsi, ma questa torta ha radici antichissime ed è il risultato della mescolanza di diverse culture.
Quando ho visto la ricetta sul giornale francese "Saveurs" mi sono subito chiesta da dove potesse arrivare questo golosissimo dolce, dato che è composto da ingredienti non europei, come lo sciroppo d'acero e le noci pecan.

Per chi non le conoscesse, le noci pecan che troviamo in commercio vengono per la maggior parte dall'America settentrionale, dove erano conosciute e consumate dai nativi americani già in tempi antichi; tuttavia sembra che il luogo originario di queste noci sia il Messico, dove sono stati fatti i primi ritrovamenti fossili relativi all'albero del pecan.

La ricetta originale di questa torta è stata creata probabilmente nel 1700 dai primi francesi stabilitisi a New Orleans, che erano venuti a contatto con il frutto del pecan tramite i nativi americani.
L'originale storica non contiene sciroppo d'acero, ma sciroppo di mais (che sinceramente non saprei dove trovare!)...vi consiglio di consumare la torta a fettine minuscole, dato che 100 g. di noci pecan contengono 750 calorie (con ben 87% di grassi!)!!!!

Ingredienti (per una tortiera a cerniera di 22 cm di diametro):

Per la base:

- 150 g. di farina 00
- 30 g. di fecola di patate
- 1 pizzico di sale
- 1 cucchiaino di cannella in polvere
- 1 uovo BIO
- 125 g. di burro
- 2 cucchiaini di lievito per dolci

Per il ripieno:

- 150 g. di noci pecan
- 75 g. di zucchero di canna
- 200 ml. di sciroppo d'acero (io uso sempre il grado C)
- 2 uova BIO
- 20 g. di burro


Cominciate con la preparazione della base.
Fate sciogliere il burro in un pentolino, quindi mettete da parte e lasciate raffreddare.
In una terrina capiente mescolate la farina, il lievito, la cannella, la fecola ed il sale.
Aggiungete l'uovo e mescolate ben, quindi versate il burro fuso e lavorate velocemente. Formate una palla con l'impasto e mettete da parte.

Dedicatevi ora al ripieno.
Passate al mixer 50 g. di noci pecan.
Preriscaldate il forno a 210° (sopra e sotto).
In una terrina montate il burro con lo zucchero di canna, quindi aggiungete lo sciroppo d'acero, le uova e le noci tritate, mescolate bene.
Tostate le restanti noci pecan in una padella antiaderente (a secco).

Stendete la base nella tortiera imburrata ed infarinata e ricopritela con le noci tostate.
Versateci sopra la miscela di sciroppo d'acero ed infornate finchè ben dorate (15-20 minuti).
Servite tiepida o fredda.



Deutsche Version




Dieser Kuchen hat eine alte Geschichte und ist eine Mischung aus verschiedenen Kulturen.
Als ich das Rezept in der französischen Zeitung "Saveurs" gesehen habe, habe ich mich sofort gefragt, woher es kommen könnte, da die Pekannüße und der Ahornsirup keine Europäische Zutaten sind.

Die Pecannüße, die wir in den Geschäften finden, kommen meistens aus Nordamerika, wo sie schon vor vielen Jahrhunderten von den Indianern gesammelt und verzehrt wurden.
Die ältesten Fossilien der Pekannüße kommen aber aus Mexiko, wo der Baum wahrscheinlich herkommt.

Das Urrezept wurde von den ersten Französischen Siedlern in New Orleans erfunden, die die Nüße dank den Indianern kennen lernten. In der Originalversion wird mit Maissirup zubereitet, hier wird aber stattdessen Ahornsirup verwendet (zum Glück, weil ich keine Ahnung habe, wo ich Maissirup finden könnte!).

Ich empfehle euch, den Kuchen in sehr kleinen Portionen zu genießen, da die Pekannüße 750 Kalorien pro 100 g. enthalten (87 % Fettanteil!!!).


Zutaten (für eine 22 cm. Springform):

Für den Teig
- 150 g. Universalmehl
- 30 g. Kartoffelstärke
- 1 Prise Salz
- 1 TL Zimt
- 1 BIO Ei
- 125 g. Butter
- 2 TL Backpulver


Für die Füllung:


- 150 g. Pekannüße
- 75 g. Rohrzucker
- 200 ml. Ahornsirup (ich kaufe am liebsten Grad C)
- 2 BIO Eier
- 20 Butter
Fangen wir mit dem Teig an.
In einem kleinen Topf die Butter  zerlassen und abkühlen lassen.
In einer großen Schüssel Mehl, Backpulver, Zimt, Stärke und Salz mischen.
Ei dazugeben und kurz mischen.
Mit Butter übergießen und alles schnell mischen; mit dem Teig eine Kugel formen und zur Seite stellen.


Bereiten wir jetzt die Füllung vor.
50 g. Pekannüße grob hacken (mit dem Mixer).
Ofen vorheizen (210° Ober- und Unterhitze).
In einer Schüssel Butter und Zucker schlagen, dann Ahornsirup, Eier und gemahlene Nüße dazugeben und alles gut mischen.
Restliche Nüße in einer beschichteten Pfanne rösten (ohne Öl).


Den Teig auf der Form ausrollen, die gerösteten Nüße darauf verteilen und mit Sirup-Nüße-Mischung übergießen.
Kuchen im Ofen goldbraun backen (15-20 Minuten).
Lauwarm oder kalt servieren.





Zuppa di cipolle gratinata / Überbackene Zwiebelsuppe



La settimana scorsa ero in Italia a sbrigare un po' di cose, ho passato giornate molto intense e stancanti, ma di certo non mi sono allontanata dai fornelli... tra l'altro ho comprato un paio di libri di cucina che trovo semplicemente fantastici: si tratta di due volumi della collana "I grandi libri degli ingredienti" pubblicata dal Corriere della Sera in collaborazione con Slow Food.
Quello da cui ho tratto questa ricetta è dedicato a "Patate, cipolle e porri"; all'inizio ci sono la storia di questi tre ingredienti, spiegazioni riguardo alla loro coltivazione, nonchè una presentazione delle varie tipologie e delle loro proprietà...fantastico.
Quello che più mi piace è che quasi sempre le ricette hanno ingredienti reperibilissimi, come nel caso di questa zuppa, che è piaciuta proprio a tutti, anche a chi le cipolle di solito non le vuole neanche vedere!

Ingredienti per 6 persone:

- 750 gr. di cipolle bianche
- 70 gr. di burro
- 25 gr. di farina 00
- 1 litro di brodo vegetale
- alcune fette di pane casereccio
- 200 gr. di caciotta fresca (la ricetta originale prevede del roquefort...che a me non piace)
- parmigiano

In una pentola a doppio fondo fate sciogliere a fuoco basso il burro ed imbionditevi le cipolle tagliate a rondelle.

Quando cominciano a prendere colore, aggiungete, mescolando, prima la farina e quindi il brodo caldo.
Fate sobbollire per 25 minuti a tegame semiscoperto, mescolando di tanto in tanto.
Aggiustate di sale e pepe.

Tostate alcune fette di pane (io ne ho preparate un paio per persona), rompetele in più pezzi e disponetene alcuni sul fondo di sei piatti fondi adatti alla cottura in forno.
Coprite il pane con un mestolo di zuppa per piatto, aggiungete qualche fettina di caciotta (tagliata sottile) e procedete con un secondo strato dei tre ingredienti.
Spolverate con del parmigiano e ponete sotto il grill del forno ben caldo finchè si sarà formata una crosticina croccante che vi farà svenire dalla fame...

Buon appetito!!





Deutsche Version


Letzte Woche war ich in Italien: ich habe ein paar Sachen erledigt, wahnsinnig gut und billig gegessen und auch zwei tolle Kochbücher gekauft.
Natürlich habe ich sofort ein paar Rezepte ausprobiert...eine davon ist diese leckere Suppe, die alle überzeugt hat, sogar die, die normalerweise Zwiebeln nicht leiden können!

Zutaten für 6 Portionen:

- 750 g. weiße Zwiebeln
- 70 g. Butter

- 25 g. Universalmehl

- 1 Liter Gemüsebrühe

- 10-12 Brotscheiben (Toskanabrot wäre ideal)
- 200 g. Weichkäse (Roquefort oder auch Gruviere)

- Parmesan

In einem großen Topf die in Ringen geschnittenen Zwiebeln in der Butter (bei kleiner Flamme) dünsten.
Sobald die Zwiebeln anfangen, braun zu werden, Mehl unterrühren und alles mit heißer Brühe übergiessen.

Bei mittlerer Flamme 25 Minuten köcheln lassen (halb zugedeckt) und ab und zu umrühren.


Brotscheiben (ich habe 2 pro Person verwendet) toasten.
Sechs Scheiben in sechs ofenfeste Teller geben, jede mit einer Kelle Zwiebelsuppe übergießen, dann die Käsescheiben darauflegen. Mit weiteren 1-2 Schichten Brot, Suppe und Käse fortsetzen; die letzte Schicht mit Parmesan überstreuen.

Im Ofen (Grillhitze 200°) solange gratinieren, bis eine knusprige, unwiderstehliche Kruste entsteht...Mahlzeit!!!

Boeuf Bourguignon: che impresa!



Tranquilli, non ho improvvisamente cambiato abitudini alimentari, continuo a non mangiare carne, tuttavia di tanto in tanto la cucino per familiari e amici, naturalmente scegliendo comunque solo BIO di sicura provenienza.
Prima di partire per i Caraibi, mi ero comprata una copia in inglese di "Julie and Julia" di Julie Powell e, guarda che coincidenza, durante il volo mi sono pure beccata il film...devo dire che la preparazione di quel piatto ha incuriosito sia me che la mia dolce metà, così qualche giorno fa mi ci sono cimentata!
Mi sono documentata su 2 siti: uno citato da Wikipedia, e l'altro trovato su blogsearch. Dopo un'attenta lettura, ho deciso di fare un mix delle due preparazioni, scegliendo di marinare la carne prima di cuocerla.
Le dosi e gli ingredienti che riporto sono per 2 porzioni e non riproducono fedelmente la ricetta originale di Julia Child, diciamo che la mia ricetta è adattata al gusto ed alla reperibilità degli alimenti.

Fase 1: la marinatura



Ingredienti:

- 500 gr. di carne BIO di bovino adulto (spalla o girello di spalla)
- 500 ml di vino rosso corposo ( io ho usato 250 ml di vino rosso da tavola e 250 ml di Recioto della Valpolicella)
- 1 bicchierino di grappa (nel mio caso Grappa di Moscato)
- 1 cipolla
- 1 spicchio d'aglio
- 1 carota
- 2 rametti di timo
- 2 rametti di rosmarino
- 2 rametti di salvia
- 2 foglie di alloro
- dei grani di pepe

In una terrina molto capiente mettete la carne tagliata a cubotti di circa 3x3 cm e ricopritela con vino, grappa, cipolla e carota tagliate a tocchetti, spicchio d'aglio a fettine, erbette e pepe. Mescolate bene, coprite con della pellicola e mettete a marinare nel frigo per tutta la notte.


Fase 2: la cottura sui fornelli



Ingredienti aggiuntivi:

- 80 gr. di pancetta in una fetta unica
- 2 cucchiai di farina
- 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
- olio evo

Con l'aiuto di un mestolo forato, estraete i pezzi di carne dalla marinata, scolateli in un colino ed asciugateli accuratamente con della carta da cucina.
Estraete e scolate separatamente anche le verdure, tenendole da parte per una fase successiva.
Buttate le erbe, che ormai hanno rilasciato tutti gli aromi nella marinata e quindi non vi serviranno più.

Tagliate via la cotenna della pancetta e conservatela da parte.
Tagliate la pancetta in bastoncini sottili e la cotenna in 3 pezzi.
In una casseruola (che poi userete anche per la cottura in forno) mettete a bollire la pancetta e la cotenna in 180 ml. di acqua per 10 minuti. Scolate pancetta e cotenna e mettetele da parte; buttate l'acqua di cottura.

Nella stessa casseruola riscaldate un cucchiao d'olio d'oliva e rosolatevi la pancetta per 2-3 minuti, quindi estraetela con un mestolo forato e mettetela da parte. Lasciate il grasso di cottura nella pentola.
Preriscaldate il forno a 230° (vi servirà nella fase 3).

Rosolate ora nella casseruola (quella col grasso di cottura della pancetta) i pezzi di carne marinata, avendo cura di rigirarli per cuocerli in modo omogeneo su ogni lato: fate questa operazione con pochi pezzi di carne per volta (tipo 5 tocchetti per volta) poi estraeteli, mettetli da parte e procedete fino ad esaurimento della carne. Così facendo i pezzi non rilasceranno troppa acqua e si rosoleranno perfettamente.

Quando avrete completato la cottura della carne, mettetela da parte insieme alla pancetta, conservando il sugo di cottura.
In questo sugo rosolate per qualche minuto le verdure marinate e precedentemente scolate, eliminate quindi il grasso di cottura, lasciando però le verdure nella casseruola.
Aggiungetevi ora la carne e la pancetta, condite con sale e pepe.
Cospargete il tutto con 2 cucchiai di farina (non mescolate).


Fase 3: la cottura in forno



Mettete la casseruola scoperta sul ripiano inferiore del forno preriscaldato e fate cuocere per 4 minuti, quindi estraete, mescolate bene e rimettete in forno per altri 4 minuti...questo aiuterá a formare una crosticina sullo spezzatino.
Estraete di nuovo dal forno, abbassate la temperatura a 150°.
Ricoprite la carne e le verdure con la marinata, aggiungete un cucchiaio di concentrato di pomodoro, mescolate bene e portate ad ebollizione sul fornello.
Raggiunto il bollore, coprite con un coperchio o con della carta stagnola, rimettete in forno e cuocete per 2 ore e mezza, controllando di tanto in tanto che il liquido continui a sobbollire, senza esagerare (regolate di conseguenza la temperatura...ogni forno è diverso).



Fase 4: la preparazione dei funghi



A circa 20 minuti dalla fine della cottura, dedicatevi alla preparazione dei funghi (eventualmente anche delle cipolline, che io non ho aggiunto; vi riporto alla pagina inglese che spiega come prepararle, nel caso vi interessasse).

Ingredienti:

- 250 gr. di funghi champignon freschi
- 1 cucchiao di burro
- 1 cucchiaino d'olio evo

Pulite i funghi e tagliateli in quarti.
In una padellina riscaldate il burro e l'olio e rosolatevi i funghi a fiamma vivace per qualche minuto.
Spegnete il fuoco e mettete i funghi da parte.


Fase 5 : composizione del piatto



A cottura ultimata, scolate il sugo dello spezzatino e tenetelo un attimo da parte.
Mescolate i funghi alla carne, mettete il tutto in una ciotola preriscaldata e procedete ora a ridurre il sughetto.
Nella casseruola usata per la cottura fate bollire il sugo vivacemente, fino a che questo avrà una consistenza densa (fate la prova del cucchiaio: se il sugo fatica a scendere dal retro di un cucchiaio, vuol dire che è pronto per essere servito).
Impiattate la carne con i funghi e cospargete con il sugo rappreso...vi consiglio di servire con patate arrosto o polenta.

Commento di chi l'ha provato e considerazioni:

Non mangiando carne, vi riporto il commento di chi l'ha gustato!
" Il gusto è molto particolare, raffinato, ricercato, pieno di aromi che si aprono piano piano. La consistenza della carne è buona, ma non così tenera come ci si potrebbe aspettare. Sicuramente da provare, estremamente diverso da un classico spezzatino all'italiana (che però rimane buonissimo)."

Per quanto riguarda la consistenza della carne, penso che quella che ho utilizzato, seppure di buonissima qualità, non fosse abbastanza frollata, caratteristica che, per quanto riguarda la carne che trovo in Austria, è molto difficile da trovare, purtroppo.
Questo piatto è sicuramente laborioso, ma devo dire che, persino per una non carnivora, i profumi e gli aromi sprigionati, sono estremamente appetitosi e particolari, intensi e complessi.